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Sportello d'ascolto nelle scuole: come funziona e incarichi

Sportello d'ascolto nelle scuole: come funziona e incarichi | Rivelio

Lo psicologo è una figura professionale sempre più richiesta e integrata all'interno dell'istituzione scolastica italiana di ogni ordine e grado. Diventa fondamentale perciò fornire una panoramica chiara circa il servizio, le attività svolte e le modalità di affidamento dell'incarico.

Originariamente la nostra figura ha varcato le soglie delle scuole operando attraverso il CIC (Centro di Informazione e Consulenza), volto a prevenire il disagio giovanile. Docenti appositamente formati, grazie alla collaborazione con alcuni servizi sociosanitari presenti sul territorio (es. consultorio familiare, ASL, ecc.) e con professionisti psicologi, presenziavano a scuola per supportare gli alunni con carenze e fragilità.

Nel corso del tempo, grazie ai fondi nazionali o regionali, il CIC si è evoluto lasciando il posto a quello che oggi viene comunemente riconosciuto come sportello d'ascolto. È proprio attraverso questo spazio che gli psicologi sono entrati in modo più autonomo e diretto nelle scuole italiane per poter fornire un supporto psicologico a 360 gradi, non solo a studenti ma anche ai familiari, insegnanti e a tutto il personale scolastico.

Ad agevolare la loro entrata professionale, sicuramente ha contribuito il periodo pandemico che ha esacerbato le sensazioni di malessere e sofferenza psico-emotiva negli studenti con richieste di aiuto e attenzione ai loro bisogni che non potevano più essere affrontate dalle sole famiglie o dal personale scolastico, non sufficientemente formato a gestire un periodo emergenziale come quello rappresentato dal Covid.

Per ovviare a tutto ciò, lo psicologo scolastico è stato chiamato in prima linea a offrire assistenza post-pandemica, affrontare l'isolamento e smarrimento sociale tipico di quegli anni. Sarebbe riduttivo soffermarsi solo su questo, in quanto la nostra figura ha assunto un valore irrinunciabile durante gli anni e ciò ha favorito la nascita di sportelli d'ascolto con obiettivi e finalità differenti.

Tra questi si annoverano:

  • prevenzione di problematiche quali dispersione scolastica, bullismo e cyberbullismo;
  • mentoring e orientamento;
  • inclusione scolastica di bambini con ADHD, autismo, studenti con svantaggio socio-culturale e con background migratorio, ecc.

La lista è varia, i temi affrontati dagli sportelli d'ascolto cambiano spesso da istituto a istituto. Se la scuola riesce a intercettare precocemente le difficoltà e i bisogni da colmare all'interno della propria istituzione, sarà in grado di collaborare con lo psicologo in carico per personalizzare lo sportello d'ascolto in base alle esigenze riscontrate e rispondere alle domande di aiuto più diffuse nella comunità scolastica durante l'anno in corso.

Cos'è lo sportello d'ascolto nelle scuole

È uno spazio d'ascolto, sia individuale sia di gruppo, fruibile in presenza od online, erogato a titolo gratuito nel pieno rispetto dei regolamenti e dei protocolli di sicurezza della scuola. L'intervento è finalizzato a promuovere il benessere psico-emotivo e ad affrontare situazioni di trauma, disagio o malessere, offrendo a ciascuno l'opportunità di esprimere difficoltà e vissuti personali nella massima riservatezza e nel rispetto della privacy.

Lo spazio prevede anche:

  • consulenza al Team docenti e ai Consigli di classe;
  • partecipazione a riunioni di lavoro interne all'istituto, eventualmente estesi a soggetti terzi, sulle tematiche e problematiche emerse;
  • partecipazione ai gruppi di lavoro dedicati a bambini ed alunni con disabilità, disagio o svantaggio classificato o segnalato.

Ciò che invece non è consentito deontologicamente è praticare attività di psicoterapia, diagnosi e trattamento.

A chi è rivolto lo sportello d'ascolto

Il professionista accoglierà alunni, famiglie e l'intero personale scolastico all'interno di un setting sicuro e protetto, strutturato per offrire ascolto qualificato, chiarire dubbi e rispondere con cura a ogni richiesta.

Entrando nel dettaglio, gli alunni possono portare tematiche e difficoltà connesse alla propria sfera personale, familiare o scolastica con lo scopo di affiancarli nei disagi tipici dell’età pre-o adolescenziale, potenziando le capacità di comprendere se stessi, gli altri e di comportarsi in maniera consapevole nei vari contesti di vita, favorendo una maggiore autonomia relazionale, affettiva ed emozionale e prevenendo situazioni di disagio psichico e comportamenti a rischio e/o dipendenze.

Le famiglie possono chiedere aiuto per essere supportate nella gestione dei conflitti genitoriali, nella promozione del dialogo assertivo e nell'organizzazione domiciliare di attività educative che abbiano un filo conduttore tra casa e scuola.

I docenti, invece, potranno parlare di criticità prettamente legate al loro ruolo, confrontarsi apertamente sulla gestione delle dinamiche di classe o di un singolo caso complesso ed essere supportati nell'affrontare situazioni di stress da lavoro correlato e difficoltà relazionali con i propri colleghi.

Le stesse opportunità di accesso allo sportello sono riservate anche a dirigenti, personale amministrativo e operatori scolastici. Questo è un punto spesso trascurato che merita di essere chiarito, dato che si pensa erroneamente che lo psicologo si rivolga solo agli alunni. Al contrario, la sua consulenza è preziosa anche a livello organizzativo e lo psicologo può affiancare la dirigenza nelle comunicazioni interne (con i docenti) ed esterne (con famiglie e servizi del territorio), facilitando un clima scolastico sereno. Insieme all'istituto, analizza le criticità urgenti, individua gli strumenti più adatti e progetta le azioni strategiche da utilizzare.

Interventi e modalità di accesso allo sportello.

Previo consenso, lo psicologo può intervenire in modo diretto e gruppale o in modo indiretto e individuale attraverso:

  • svolgimento di osservazioni sul gruppo classe;
  • proposta di attività didattico-educative mirate per affrontare le criticità relazionali o comportamentali emerse;
  • lavoro diretto sul singolo studente;
  • supporto e affiancamento agli insegnanti con suggerimenti pratici per potenziare l'apprendimento, ottimizzare il metodo di studio, migliorare le dinamiche di gruppo.

Lo psicologo scolastico dovrebbe quindi essere una figura presente e pensata come ponte che collega l'intera comunità, volta a coinvolgere ogni singolo elemento e favorire un benessere non solo individuale ma collettivo. Spesso ciò però non coincide con la realtà, ancora oggi molti psicologi a scuola ricoprono un ruolo marginale.

Infatti, vengono chiamati a offrire la loro prestazione con il solo scopo di dare supporto psicologico agli alunni che chiedono spontaneamente aiuto e senza tenere conto delle variabili più importanti e di tutti gli attori coinvolti nella genesi e nel mantenimento del problema manifestato dall'alunno.

Diventa quindi premura dello psicologo interagire attivamente con tutte le realtà intra ed extrascolastiche con l'obiettivo di favorire una vera collaborazione multiprofessionale, attivando una rete di supporto globale capace di prevenire il disagio e promuovere una cultura del benessere rivolta non più a casi isolati, ma all'intera comunità.

Come si accede allo sportello?

L'alunno e la famiglia verranno avvisati tramite circolare o piattaforma dell'apertura dello spazio d'ascolto, fornendo le informazioni basilari circa:

  • giornate, orari, periodi di apertura e chiusura dello sportello;
  • nominativo e dati del professionista coinvolto;
  • modalità operative.

I genitori (o i tutori legali) devono sempre firmare il consenso informato per autorizzare la partecipazione del minore allo sportello d'ascolto, non è sufficiente la firma di un solo genitore, a meno che non sia l'unico esercente della responsabilità genitoriale. Per i ragazzi dai 14 anni in su, è prevista inoltre la firma congiunta del modulo privacy per il trattamento dei dati personali. Uno studente che abbia già compiuto la maggiore età, potrà invece firmare i moduli citati in autonomia.

Il servizio è attivo su richiesta spontanea di studenti, docenti o genitori. L'appuntamento può essere prenotato contattando il professionista tramite gli insegnanti/coordinatori di riferimento oppure scrivendo all'indirizzo e-mail dedicato. La presa in carico della richiesta avverrà solitamente entro 24 ore. Completate le procedure burocratiche preliminari, si avvierà il percorso di sostegno psicologico.

Il professionista gestirà il calendario degli incontri con gli alunni, con la possibilità di riprogrammare gli orari e comunicare tempestivamente eventuali modifiche o assenze in base alle esigenze che si presenteranno.

Quali attività svolge lo psicologo nello sportello d'ascolto

Una volta individuato il focus sul quale lavorare, intercettate le vere difficoltà dall'alunno verranno condivisi gli obiettivi da raggiungere e le finalità.

Tra gli strumenti primariamente utilizzati si annoverano:

  • colloqui, osservazione e interventi di psico-educazione;
  • questionari o interviste per l'analisi dei bisogni;
  • strumenti digitali o carta e matita e giochi educativi;
  • circle-time e incontri di gruppi tematici;
  • schede di monitoraggio, orientamento scolastico e professionale e altro ancora.

Il tutto con un atteggiamento empatico, di ascolto attivo e privo di pregiudizio in grado di favorire lo sviluppo di una relazione di fiducia, rispetto e cooperazione tra psicologo e utente che ne fa richiesta.

Lo psicologo scolastico, durante il suo periodo di incarico, non potrà stabilire rapporti professionali di natura diversa con il personale scolastico, con gli studenti dell’istituzione scolastica e loro familiari.

Infine, per l'esperto vige il segreto professionale che potrà essere derogato, nel rispetto del codice deontologico, nel caso in cui ci fossero notizie, fatti e informazioni apprese di reato o di elementi critici per la sicurezza, salute e l'integrità psicofisica dello studente preso in carico e di chi gli sta accanto. Pensiamo a casi di abuso sessuale e violenza su minore che chiede aiuto allo sportello.

Inoltre, qualora si riscontrassero disturbi e situazioni cliniche di gravità tali da non poter essere affrontati dal semplice supporto psicologico a scuola, sarà premura dello psicologo e del dirigente, in accordo con la famiglia, creare una connessione con i servizi territoriali in grado di prendersi carico della complessità dell'alunno segnalato (es. Consultorio familiare, Neuropsichiatria infantile, ecc.).

Negli ordinari percorsi di supporto, si potrà procedere con gli incontri prefissati con lo studente garantendo una continuità del servizio e uno spazio accogliente in cui essere visto e ascoltato. Generalmente il servizio prevede un monte ore complessivo definito dall'istituto (es. 60 ore annue).

La calendarizzazione e la distribuzione delle ore saranno concordate tra il professionista e l'istituto, in modo da rispondere flessibilmente alle esigenze scolastiche e garantire, allo stesso tempo, la compatibilità con le altre attività libero-professionale dell'esperto (come ad esempio lavorare in diversi istituti e rispettivi sportelli) e senza vincoli di incompatibilità con incarichi extrascolastici.

Dobbiamo ricordare che la figura dello psicologo scolastico non è ancora stabilizzata in modo strutturale e permanente nella pianta organica delle scuole italiane, i progetti sono spesso a termine e finanziati tramite fondi PON o PNRR e creano precarietà e discontinuità economica. Solo negli ultimi anni, alcune regioni Italiane hanno istituito leggi regionali dedicate al consolidamento del servizio di psicologia scolastica attraverso lo stanziamento di fondi specifici o protocolli di intesa (Puglia, Calabria, Campania, ecc.). Ciò riserva ottime prospettive per il futuro e per tutti i professionisti che desiderano lavorare stabilmente presso le istituzioni scolastiche.

Quali sono gli sportelli d'ascolto maggiormente diffusi nelle scuole italiane?

Oltre a quelli sopra citati, ci sono spazi pensati appositamente per fornire percorsi di:

  • educazione sessuo-affettiva;
  • sostegno ai bisogni educativi speciali o ai disturbi specifici dell'apprendimento per il potenziamento cognitivo;
  • supporto psicopedagogico o benessere digitale;
  • psico-educazione mirata ai corretti stili di vita, alla prevenzione di comportamenti a rischio per la salute e alla sicurezza.

Lo psicologo, in accordo con il dirigente, potrà anche proporre una tematica da voler affrontare attraverso lo sportello d'ascolto che verrà quindi personalizzato o pianificato sotto forma di laboratorio.

Indubbiamente, lo psicologo che decide di operare in un ambiente scolastico deve fornire, seppur spesso in breve tempo, interventi di qualità per evitare che un disagio evolutivo si trasformi in una crisi personale conclamata. La scuola deve essere vista come luogo di sviluppo umano e non solo di trasmissione del sapere, in cui tramandare il concetto di responsabilità nella cura di sé e degli altri, del benessere mentale e rendere sempre più accessibile il supporto psicologico per fornire un servizio attento ai bisogni della comunità scolastica.

Come è possibile candidarsi per partecipare al bando di uno sportello d'ascolto?

Generalmente possono partecipare ai bandi scolastici tutti gli psicologi regolarmente iscritti all'albo sezione A, che possiedono almeno uno dei seguenti requisiti:

  • tre anni di anzianità documentata dall'iscrizione all'albo professionale;
  • almeno un anno di lavoro in ambito scolastico regolarmente retribuito e documentato;
  • una formazione specifica acquisita presso istituzioni formative pubbliche o private, accreditate o master in psicologia scolastica.

Come trovare gli incarichi negli sportelli d'ascolto

Ogni scuola pubblica i propri bandi in diversi periodi dell'anno e lo psicologo interessato potrà partecipare inviando il proprio curriculum, gli allegati compilati e le autodichiarazioni entro il termine stabilito.

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Anche se non risulti primo in graduatoria o non soddisfi pienamente tutti i requisiti richiesti, la rinuncia dell' incarico vinto da parte dell' esperto e lo scorrimento che ne consegue potrà essere il punto di svolta per te e per muovere i primi passi come psicologo scolastico.

Dr.ssa Sara Mannarino

Psicologa e specializzanda in psicoterapia

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