Valeria dedicava più di 4 ore a settimana a controllare gli albi pretori di scuole, università e aziende sanitarie in cerca del bando giusto.
Poi ha iniziato ad usare Rivelio.


Lavorare nelle scuole come psicologo scolastico oggi è possibile anche attraverso progetti di mentoring e orientamento.
Cosa significa in pratica? Psicologi e anche docenti cooperano con gli istituti scolastici per contrastare l'abbandono precoce degli alunni più fragili, favorendo il raggiungimento del benessere psico-emotivo, l'empowerment educativo e l'inclusione sociale.
Non bisogna però confondere le attività di mentoring con quelle dello sportello d'ascolto, quest'ultimo si è diffuso negli anni come servizio principale per supportare alunni, genitori e l'intero personale scolastico nella gestione di difficoltà personali, familiari ed educative. Nonostante le frequenti offerte lavorative in questo ambito, i neolaureati hanno più difficoltà a vincere una graduatoria. Per quali motivi?
Niente paura, tentare non nuoce ma puntare sui bandi di mentoring e orientamento risulta essere una strategia inizialmente più efficace per entrare nel mondo scolastico. Tra i vantaggi offerti c'è la possibilità di accumulare più punteggio per vincere incarichi futuri (compreso lo sportello d'ascolto), farsi riconoscere come figura stimata e competente nell'ambito e cooperare con più professionisti del settore.
È un supporto motivazionale utile a rafforzare la consapevolezza degli studenti nel loro ruolo e a riflettere sulle proprie risorse interne da cui attingere per affrontare il percorso didattico. È anche un orientamento scolastico e professionale volto a supportare gli studenti nella delicata scelta della scuola superiore o del percorso professionale post-diploma. Infine, punta allo sviluppo delle Soft Skills per rafforzare alcune competenze trasversali in ambito scolastico e sociale.
Nel dettaglio, il mentoring favorisce:
Il tutto è articolato attraverso percorsi gruppali o individuali della durata di 1 ora o, per esigenze della scuola e dei termini previsti dal progetto, fino a un massimo di 2 ore.
Quali sono le differenze tra percorsi di mentoring e orientamento rispetto al classico sportello d'ascolto e ai percorsi di tutoraggio? La domanda è lecita per non confondersi tra servizi apparentemente simili.
Nei percorsi di mentoring ci si concentra sull'accompagnamento alla crescita personale nel ruolo di studente e nello sviluppo delle proprie potenzialità. Nell'orientamento, invece, l'alunno viene guidato e informato sui percorsi scolastici, formativi e professionali e supportato nella scelta più congeniale ai suoi interessi e attitudini, con uno sguardo attento alle richieste del mercato lavorativo odierno.
In particolare, nel mentoring gli incontri risultano essere:
Individuati gli alunni più fragili in base al loro rendimento, vengono assegnati direttamente al mentor, quest'ultimo diventa una guida informale ma strategica che, attraverso vari suggerimenti e la sua esperienza, ispira l'alunno nel suo percorso evolutivo.
Nel caso dello sportello d'ascolto, invece:
Infine, il tutoraggio ha un'impronta più strutturata e di accompagnamento nell'apprendimento "per imparare a imparare". Il tutor è una figura selezionata tra docenti interni o esterni ma anche tra psicologi che attraverso un ruolo più direttivo, aiuta lo studente fragile a:
Un esempio pratico: il tutor aiuta lo studente a creare delle mappe concettuali per affrontare l'interrogazione nella materia in cui mostra più difficoltà.

A tutti gli studenti iscritti regolarmente presso una scuola secondaria di primo grado o secondaria di secondo grado, a partire dai 12 anni di età.
Le attività formative sono rivolte ad alunni con fragilità negli apprendimenti, difficoltà relazionali ed emotive, a rischio di interruzione scolastica o con frequenza saltuaria, demotivati e privi di prospettive sul proprio futuro scolastico e professionale, nonché a studenti con background migratorio o provenienti da contesti a rischio caratterizzati da carenze linguistiche e svantaggio socioeconomico, per i quali risulta necessario ridurre il divario e colmare l'assenza di supporto extrascolastico.
L'esperto dovrà adattare le attività da proporre, considerando l'età dell'alunno, le capacità cognitivo-linguistiche, le difficoltà psico-relazionali e quelle scolastiche. Si consiglia di personalizzare l'intervento sulla base delle specifiche richieste di aiuto segnalate dagli insegnanti o dall'alunno stesso, attraverso una collaborazione attiva.
In linea generale, i percorsi di mentoring svolti con gli alunni delle scuole medie sono più direttivi e puntano al supporto graduato e allo sviluppo di competenze metodologiche per riconoscere le lacune nel proprio rendimento scolastico.
Inoltre, hanno come obiettivo il raggiungimento di una autonomia nella pianificazione dei compiti e nell'organizzazione dello studio e il rafforzamento dell'autostima e delle potenzialità dello studente.
Nel caso dei percorsi svolti con gli alunni delle scuole superiori invece, il mentoring viene inteso più come coaching. Il mentor è meno direttivo e facilita negli alunni demotivati l'autoriflessione e la meta-cognizione, oltre che la responsabilizzazione e la presa di decisione autonome.
Un altro punto su cui si lavora è l'indipendenza dello studente nella visione del suo progetto di vita in cui poter trovare un senso tra aspirazioni, desideri e realtà.
Nel periodo di apertura delle domande per l'iscrizione alle classi prime della scuola secondaria, gli istituti puntano maggiormente sull'orientamento e su attività informative per favorire l'autonomia di scelta degli alunni alle prese con il fatidico passaggio dalle scuole medie alle superiori.
Lo psicologo deve mostrare la capacità di riconoscere e circoscrivere le difficoltà dello studente, così da affrontarle nel breve tempo messo a disposizione dagli incontri e realizzare uno spazio in cui l'alunno si senta finalmente accolto e aiutato. Tra gli strumenti e le attività operative si annoverano:
Avendo cura di non condividere informazioni sensibili che vanno oltre le finalità del progetto, il mentor potrà confrontarsi con i docenti per avere un feedback sul raggiungimento dei progressi dello studente, sintonizzarsi sull'applicazione di alcune strategie di studio e valutare eventuali ricadute che l'intervento ha indirettamente provocato sull'alunno.
Per quanto riguarda invece il setting, il contesto scolastico presenta alcune criticità e diversità rispetto allo studio professionale o ambulatoriale. Se sei uno psicologo che varca la soglia della scuola per la prima volta, ti confronterai con una realtà dinamica, ritrovandoti in spazi ed aule piccole e non attrezzate oppure in aule improvvisate per motivi di capienza, con frequenti spostamenti da un'aula a un'altra o la condivisione dello stesso spazio con gli altri professionisti.
C'è anche il rischio di avere a che fare con ambienti rumorosi e imprevedibili che ostacolano la privacy e il silenzio, provocando distrazioni e imbarazzo negli alunni partecipanti.
In casi simili, ti saranno utili una buona dose di creatività e capacità di adattamento per garantire il corretto svolgimento del mentoring, evitando che un ambiente così mutevole venga vissuto come scomodo. Ciò che conta è saper creare il giusto clima relazionale, fatto di ascolto, rispetto e fiducia per ridurre l'impatto e il limite dello spazio fisico disponibile in quel momento.

Molte scuole pubblicano quotidianamente bandi di mentoring in diversi periodi dell'anno, senza una cadenza fissa. Tra le cause si annoverano motivazioni burocratiche, gestionali e di finanziamento ma anche la necessità di rispondere prontamente ai bisogni dell'utenza scolastica.
Una precisazione: fino al 2026 gran parte di questi bandi è stata finanziata con i fondi del PNRR (Missione 4, Investimento 1.4, contro la dispersione scolastica). Il PNRR si è concluso il 30 giugno 2026 e questa specifica linea di finanziamento non è più attiva. Le scuole, però, continuano a pubblicare bandi analoghi per percorsi di mentoring e orientamento, sostenuti da altre risorse (fondi propri d'istituto, Programma Nazionale "Scuola e Competenze 2021-2027" e ulteriori misure ministeriali contro la dispersione scolastica). Il meccanismo di selezione descritto di seguito resta quindi valido.
La selezione e valutazione dell'esperto idoneo a condurre questi percorsi avviene in questo modo:
Quest'ultimo, può accettare o rifiutare l'incarico e la graduatoria provvederà a scorrere automaticamente seguendo l'ordine di punteggio.
Se hai intenzione di partecipare e sei un neolaureato, non scoraggiarti perché la possibilità di essere chiamato, anche se non sei tra i primi vincitori o hai un punteggio basso, può essere dietro l'angolo. Per scalare la graduatoria, tra i titoli preferenziali a tuo favore ci sono: un buon voto di laurea, l'iscrizione regolare all'albo, corsi di formazione in ambito scolastico, certificazioni specifiche o esperienze in contesti educativi, anche se brevi, ma attinenti.
I bandi di mentoring si trovano all'interno dei singoli siti web degli istituti scolastici e in specifiche sezioni, spesso dispersi tra avvisi e allegati vari. La navigazione risulta difficile e dispendiosa in termini di tempo, il rischio è che tra i vari contenuti pubblicati dalla scuola, non risalti all'occhio proprio quello che cercavi, fino a perdere la preziosa occasione di candidarti.
Nessun timore, a tutto questo ci pensa Rivelio. Basta entrare sulla piattaforma, tramite sito web o app, e avere a portata di clic tutti i bandi attualmente attivi per il mentoring e orientamento, suddivisi per regione.
Rivelio monitora costantemente le offerte su tutto il territorio nazionale per farti cogliere le opportunità lavorative nascoste o difficili da scovare, proprio come queste. Ti invia comodamente notifiche in tempo reale, ovunque tu sia, per farti candidare velocemente e ti fornisce tutti i contatti e le informazioni necessarie collegate alla scuola in cui desideri lavorare.
Mannarino Sara

Rivelio è un piccolo investimento per la tua carriera che si ripaga entro le prime 4 ore di contratto ottenuto!
*Calcolo basato su una retribuzione oraria di €35
L'app non è disponibile sul Play Store, ma puoi aggiungerla direttamente al tuo telefono seguendo questi semplici passaggi:
Clicca sui tre puntini
(Apri rivelio.it sul telefono - li trovi vicino alla barra di ricerca)

Seleziona “Aggiungi a schermata Home”
dal menu che si apre.

Conferma cliccando su “Installa”.
